San Pietro in Casale

Insieme per la pace: la Chiesa di Bologna allo Jalsa Salana 2024

Testimonianza di una partecipante al Jalsa Salana, il Convegno dell’Associazione islamica Ahmadiyya

SAN PIETRO IN CASALE (BOLOGNA) – Sabato 22 giugno 2025, la nostra Chiesa ha avuto l’opportunità di partecipare come ospite alla terza sessione del Jalsa Salana Italia, il Convegno annuale della comunità musulmana Ahmadiyya, svoltosi presso il centro nazionale di San Pietro in Casale.

Anche il Card. Zuppi ha voluto partecipare mandando un messaggio video a questo momento prezioso di incontro e dialogo interreligioso che ha visto la partecipazione di autorità civili, religiose e accademiche, unite dal desiderio comune di costruire relazioni autentiche, fondare la pace su basi spirituali e promuovere la comprensione reciproca tra fedi diverse. In questo contesto, si è respirata un’atmosfera di profonda accoglienza e fratellanza, che ha lasciato un segno nel cuore di chi ha partecipato.

IL RACCONTO DI ROBERTA DI DIONISIO

Sabato 22 giugno ho potuto partecipare alla 3° sessione, aperta agli ospiti, della 16° edizione dello Jalsa Salana Italia, l’annuale Convegno dell’Associazione islamica Ahmadiyya che ha visto riuniti membri provenienti dalle varie città italiane nei giorni 21, 22 e 23 giugno.  Quest’anno è stato presente anche l’Imam Maulvi Mohammed Bin Salih arrivato appositamente dal Ghanal.

Il Convegno si è svolto in contrada Morgobbo di San Pietro in Casale, sede del Centro nazionale dell’Associazione Ahmadiyya.  Dopo la condivisione del pranzo e la squisita ospitalità e accoglienza che caratterizza gli Ahmadi, noi ospiti (circa una ventina) siamo stati invitati nel grande salone in cui la sessione è stata aperta da un momento di preghiera con la recita del 31° cap. del Sacro Corano.  Nella Sura, il saggio Luqman impartisce a suo figlio consigli ed insegnamenti sulla fede, l’umiltà e la retta condotta.

Il Presidente dell’Associazione in Italia, Abdul Fatir Malik, ha letto il messaggio del Califfo Hazrat Mirza Masroor Ahmad, capo spirituale mondiale della comunità Ahmadiyya, il quale, citando le parole del fondatore Hazrat Mirza Ghulam Ahmad, ha augurato ai partecipanti di poter trarre dall’esperienza dello Jalsa Salana benefici religiosi e spirituali di accresciuta relazione con Dio (Allah) e, nell’incontro con vari amici, poter allargare il cerchio della fratellanza, rafforzando i legami reciproci.

Tra le autorità presenti, Vito Salatiello, Vicesindaco di Cento, ha portato i saluti del Sindaco Accorsi e dell’Amministrazione comunale di Cento e la prof.ssa Rita Monticelli, consigliera delegata per i diritti e il dialogo interreligioso del Comune di Bologna, ha augurato di poter andare avanti insieme con preghiere, sentieri ed azioni di pace, annunciando il progetto di una casa per il dialogo interreligioso che si intende realizzare nella città di Bologna.

Dopo il ricco video saluto del Dott. Luigi Da Salvia, Presidente di Religions for peace Europa e Italia  e, a seguire, quello della Prof.ssa Emanuela Del Re rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Sahel, abbiamo ascoltato il messaggio di S. Em. Cardinal Matteo Zuppi che, dichiarando la sua vicinanza e partecipazione al Convegno, tra le altre cose, ha sottolineato come, in un momento così importante e decisivo della storia, “i credenti hanno una forza d’amore che devono utilizzare per contrastare la divisione, l’ignoranza, la contrapposizione, fino alla violenza e alla guerra. (…) Un credente non può mai utilizzare la violenza” ha continuato il Cardinale “deve vedere nell’altro la stessa immagine di Dio e imparare a rispettarla, a conoscerla, per giungere all’amore gli uni per gli altri”.

Infine, l’imam Ataul Washi Tariq, vice presidente nazionale di Ahmadiyya, ha offerto una profonda riflessione sul nostro tempo, partendo dall’inizio della storia della civiltà umana con  Adamo che,  considerato dal Sacro Corano il primo profeta che ha posto le basi del vivere sociale uscendo dalla vita chiusa delle caverne, ha favorito la nascita del linguaggio e della comunicazione tra gli uomini, con il relativo scambio di idee e pensieri per migliorare la società.  Oggi, la tecnologia, l’uso di internet, i social media che permeano ogni aspetto della nostra vita, ci stanno riportando a vivere una vita isolata (le caverne!) allontanandoci da quelle che sono le vere relazioni sociali.  “Le guerre, i conflitti” ha proseguito “spesso sorgono perché i leaders non dialogano tra loro”.   Dopo un escursus sui fondamenti della morale secondo il Sacro Corano con un’attenzione rivolta al valore e alla sacralità del matrimonio, l’Imam Tariq ha sottolineato l’importanza di essere uomini di preghiera per diventare uomini che hanno la pace in se stessi e sanno realizzare la pace collettiva.  Ha quindi concluso esortando ad “uscire dalle nostre caverne” per imparare a vivere insieme, coltivando relazioni autentiche e significative che favoriscano la comprensione reciproca, il rispetto e la pace globale per creare un mondo migliore per noi stessi e per le future generazioni.

Prima di congedarci, con un gruppetto tutto femminile abbiamo avuto anche la possibilità di salutare e di intrattenerci con alcune donne che, nei tre giorni dello Jalsa Salana, hanno impostato il loro dialogo e confronto sulla famiglia e l’educazione dei figli nel contesto complesso della nostra attuale società, tema molto sentito visto il quotidiano e peculiare impegno femminile nella gestione della famiglia e nella cura dei figli.

APPROFONDIMENTO

L’Associazione The Ahmadiyya Muslim Jama’at Italia è la rappresentanza italiana del movimento internazionale Ahmadiyya, una comunità religiosa musulmana fondata nel 1889 da Hazrat Mirza Ghulam Ahmad in India. Il movimento conta oggi decine di milioni di membri in circa 200 paesi, con sede centrale a Londra, e si distingue per il motto “Amore per tutti, odio per nessuno”.

Gli Ahmadiyya si considerano una delle scuole di matrice sunnita dell’Islam, ma sono spesso considerati eterodossi da altri musulmani. La comunità si focalizza su valori di pace, dialogo interreligioso, fratellanza universale e rispetto della libertà religiosa.

L’Ahmadiyya Muslim Jama’at Italia mantiene rapporti di dialogo e collaborazione con la Chiesa cattolica. Negli ultimi anni, delegazioni della comunità sono state ricevute in Vaticano da Papa Francesco in almeno tre occasioni, l’ultima delle quali il 26 giugno 2024.

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