Di che cosa ci occupiamo

Presentazione

Per « movimento ecumenico » si intendono le attività e le iniziative suscitate e ordinate a promuovere l’unità dei cristiani, secondo le varie necessità della Chiesa e secondo le circostanze. Così, in primo luogo, ogni sforzo per eliminare parole, giudizi e opere che non rispecchiano con giustizia e verità la condizione dei fratelli separati e perciò rendono più difficili le mutue relazioni con essi. Poi, in riunioni che si tengono con intento e spirito religioso tra cristiani di diverse Chiese o comunità, il « dialogo » condotto da esponenti debitamente preparati, nel quale ognuno espone più a fondo la dottrina della propria comunione e ne presenta con chiarezza le caratteristiche. .(Unitatis Redintegratio, 4 vedi anche Evangeli Gaudium 244 e 250)

Questo cammino ha reso possibile e necessario il dialogo interreligioso con le altre grandi religioni monoteiste, ebraica e musulmana, nell’intento di affermare che solo nel reciproco rispetto e nella fraterna condivisione dei valori comuni è possibile perseguire la Pace e il benessere dell’uomo e della donna. L’incontro ad Assisi del 1986, in cui i rappresentanti di oltre 100 religioni del Pianeta furono invitati da Giovanni Paolo II a pregare per la Pace, e la Dichiarazione di Abu Dhabi del febbraio 2019,  sono segni di un lungo e complesso cammino, di cui anche il dialogo ecumenico rappresenta una componente imprescindibile ed irreversibile.

A Bologna dopo il Concilio Vaticano II si è attivata l’animazione per il dialogo ecumenico: ora la Commissione per il dialogo ecumenico ed interreligioso della diocesi di Bologna  opera per accrescere  lo spirito di fraterna cooperazione con le numerose chiese cristiane presenti nel territorio bolognese e le comunità delle religioni non cristiane.

Cosa facciamo

MOMENTI DI PREGHIERA E DI COMUNITA’

SPUC: Settimana per l’Unità dei Cristiani , si celebra dal 18 al 25 gennaio. Proposta dal 1740 in Scozia nel 1968  viene formalizzata la elaborazione dei testi e liturgia in collaborazione tra la commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani coinvolgendo un Paese che ecumenicamente cura la scelta del tema, del testo biblico di riferimento. L’Unità è un dono di Dio, che possiamo ottenere solo attraverso la preghiera e la nostra disponibilità ad aprire il cuore a tutti i nostri fratelli e sorelle battezzati, con cui condividiamo la fede in Gesù Cristo Salvatore

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GMP : Giornata Mondiale di Preghiera (GMP) è un movimento mondiale promosso dalle donne di circa 180 paesi, regioni, isole del mondo, che si concretizza in una celebrazione annuale il primo venerdì di marzo, a cui tutti sono invitati. Ogni anno il testo per la celebrazione della GMP è offerto da gruppi interconfessionali di donne cristiane di un paese diverso dei vari continenti, favorendo una profonda comunione, reciproca comprensione e solidarietà concreta.

A Bologna la GMP è stata tradizionalmente celebrata come culto presso la Chiesa Valdese-Metodista la prima domenica di marzo, preparato da un gruppo ecumenico di donne; in futuro potrebbe celebrarsi in diversi luoghi della città.

FORMAZIONE

Viene proposta un’esperienza formativa e di animazione  delle zone pastorali  per quanto concerne l’ambito ecumenico e per l’ambito interreligioso.

SUPPORTO AL TERRITORIO:

La commissione si propone come strumento di animazione e sostegno su tutto il nostro territorio per creare incontri, momenti di confronto e di preghiera, laboratori per fasce di età.

 

“Ogni giorno abbiamo bisogno di Lui, nostro pane quotidiano. Egli è il pane della vita (cfr Gv 6,35.48), che ci fa sentire figli amati e sfama ogni nostra solitudine e orfanezza. Egli è il pane del servizio: spezzatosi per farsi servo nostro, chiede a noi di servirci a vicenda (cfr Gv 13,14)… Ti domandiamo anche il pane della memoria, la grazia di rinsaldare le radici comuni della nostra identità cristiana, radici indispensabili in un tempo in cui l’umanità, e le giovani generazioni in particolare, rischiano di sentirsi sradicate in mezzo a tante situazioni liquide, incapaci

di fondare l’esistenza… ispiri in noi il desiderio di essere pazienti coltivatori di comunione, che non si stancano di far germogliare semi di unità, di far lievitare il bene, di operare sempre accanto al fratello: senza sospetti e senza distanze, senza forzature e senza omologazioni, nella convivialità delle diversità riconciliate. “(papa Francesco, Bucarest, 31 maggio 2019)

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