BOLOGNA – In un tempo segnato dalle ferite della guerra e dalle tensioni che attraversano il mondo ortodosso, la preghiera comune davanti alla Madonna di San Luca è diventata a Bologna un piccolo ma eloquente segno di fraternità cristiana. Anche quest’anno le comunità ortodosse presenti sul territorio hanno partecipato alla tradizionale celebrazione dell’Akathistos e alla processione con l’Icona, confermando una consuetudine che dura da oltre venticinque anni.
Un segno di unità e preghiera condivisa nel tempo delle divisioni e della guerra
Ortodossi e cattolici condividono la stessa fede nella Divina Maternità della Vergine Maria e guardano alla Madre del Signore con identica devozione filiale. Per questo, durante la permanenza dell’Icona della Madonna di San Luca in città, è naturale vedere numerosi fedeli ortodossi sostare in preghiera davanti all’immagine venerata dai bolognesi.
Particolarmente significativo è stato il momento conclusivo prima della risalita dell’Icona al Santuario: il canto corale dell’Akathistos, una delle più importanti e amate preghiere mariane della tradizione ortodossa, celebrato insieme dalle comunità appartenenti ai diversi patriarcati presenti a Bologna. Un gesto tutt’altro che scontato nel contesto attuale, segnato da divisioni e difficoltà nei rapporti tra alcune Chiese ortodosse.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Dionisios, ausiliare dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico, alla presenza anche del vescovo Ambrozie, vicario per i fedeli moldavi del Patriarcato di Mosca, insieme a numerosi sacerdoti ortodossi che hanno poi preso parte alla processione.
Nel suo intervento, il vescovo Dionisios ha ricordato le origini antichissime dell’Akathistos, l’inno cantato “senza sedersi”, che quest’anno compie 1400 anni. La tradizione risale infatti al 625, quando gli abitanti di Costantinopoli, assediati dagli Avari, si affidarono alla protezione della Madre di Dio.
“Seguendo ciò che i nostri padri hanno fatto – ha affermato il presule – anche noi oggi, in questa città, ci siamo riuniti, le comunità ortodosse qui residenti, per pregare in una sola bocca e un sol cuore, per affidare alla Madre di Dio tutto quello che portiamo nel cuore, per ringraziarla e anche per pregare per questa città, della quale facciamo parte e ne cerchiamo il bene comune”.
Dionisios ha inoltre ricordato come questa tradizione di camminare insieme con la Madonna di San Luca sia iniziata oltre venticinque anni fa e continui a rappresentare un segno concreto di amicizia, dialogo e vicinanza tra le comunità cristiane.
In una stagione segnata da conflitti e divisioni, la preghiera condivisa davanti alla Madre di Dio continua così a indicare una strada possibile di comunione e di pace.
Don Andres Caniato per 12Porte
