Patto tra le Chiese Cristiane

“Chiese Aperte”: la prima visita presso la Chiesa Ortodossa di San Basilio

Calorosa accoglienza alla Chiesa Ortodossa di San Basilio

BOLOGNA – Si è svolto venerdì 22 maggio il primo appuntamento dell’iniziativa “Chiese Aperte”, promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Bologna, con la visita alla Chiesa Ortodossa di San Basilio, storica comunità ortodossa del Patriarcato di Mosca presente nel cuore della città.

Ad accogliere il gruppo è stato il parroco padre Serafim, che ha guidato i presenti in un appassionante racconto della storia della chiesa e della comunità ortodossa bolognese. La serata si è svolta in un clima di grande cordialità, ascolto reciproco e sincero interesse, confermando lo spirito con cui è nata l’iniziativa: entrare nella casa dell’altro con rispetto, curiosità evangelica e desiderio di conoscenza reciproca.

Erano presenti una ventina di partecipanti, tra cui don Andres Bergamini, direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della diocesi di Bologna, il pastore metodista Daniele Bouchard insieme alla moglie, il pastore evangelico Giacomo Casolari, il parroco di Granarolo don Filippo Passaniti con il vicario don Giovanni Battista Beretta, oltre ad alcuni membri del SAE e della Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

Nel corso della visita sono state numerose le domande e gli interventi dei partecipanti, particolarmente interessati alle specificità della tradizione ortodossa: dalla struttura della Chiesa ortodossa alla spiritualità liturgica, dal significato delle icone al ruolo dell’iconostasi, elemento caratteristico delle chiese orientali che separa e al tempo stesso unisce simbolicamente il santuario e l’assemblea dei fedeli.

Padre Serafim ha inoltre ripercorso la storia della chiesa di San Basilio, la più antica chiesa ortodossa dell’Emilia-Romagna, fondata nel 1973 e ospitata nell’antica chiesa di Sant’Anna dei padri certosini. Un luogo ricco di storia, nato nel XV secolo per custodire una preziosa reliquia di sant’Anna, ristrutturato nel Settecento con affreschi barocchi di Gioacchino Pizzoli e successivamente restituito alla vita grazie alla presenza della comunità ortodossa. Oggi San Basilio rappresenta un piccolo gioiello nascosto di Bologna, dove la tradizione orientale ortodossa e l’arte barocca occidentale convivono in un equilibrio sorprendente.

La serata si è conclusa con un abbondante rinfresco condiviso fraternamente tra tutti i partecipanti, segno concreto di quell’ospitalità che – come è stato ricordato con simpatia durante l’incontro – non manca mai nelle comunità ortodosse.

Questo primo appuntamento di “Chiese Aperte” ha rappresentato un importante passo nel cammino ecumenico cittadino: non un ecumenismo soltanto teorico, ma fatto di incontri, relazioni, ascolto reciproco e amicizia fraterna tra cristiani di diverse confessioni.

Chiese Aperte

L’iniziativa nasce da una decisione condivisa durante il Consiglio delle Chiese del 21 marzo 2026 e vuole essere un segno semplice ma concreto del cammino che le comunità cristiane della città stanno vivendo insieme. Attraverso l’apertura reciproca delle proprie chiese e dei propri luoghi di preghiera, le diverse confessioni cristiane desiderano offrire occasioni di incontro, conoscenza e fraternità.

“Chiese Aperte” non è soltanto una visita guidata o un appuntamento culturale. È un invito reciproco ad entrare nella casa dell’altro con rispetto e curiosità evangelica, per conoscere la spiritualità, la liturgia, la storia, gli spazi e soprattutto le comunità che abitano quei luoghi. È un modo concreto per superare distanze, pregiudizi e reciproche incomprensioni, lasciandosi invece arricchire dalla fede vissuta nelle diverse tradizioni cristiane.

L’iniziativa si collega direttamente all’Articolo 5 del Patto tra le Chiese Cristiane firmato a Bari durante il Simposio delle Chiese Cristiane, nel quale le Chiese si impegnano a mantenere “un dialogo costante e fraterno” attraverso momenti di preghiera, discernimento e collaborazione concreta, promuovendo nelle proprie comunità “la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane”.

In questo senso, “Chiese Aperte” rappresenta una delle prime attuazioni locali di quell’impegno permanente: non un ecumenismo teorico, ma fatto di relazioni, incontri, ascolto e ospitalità reciproca.

Il desiderio del Consiglio delle Chiese Cristiane di Bologna è che questo percorso possa continuare nel tempo coinvolgendo progressivamente le diverse comunità presenti sul territorio, affinché ogni Chiesa possa aprire le proprie porte e condividere il dono della propria tradizione con gli altri fratelli e sorelle in Cristo.

Don Andres Bergamini

 

 

condividi su