Festival Francescano 2023

Lo spettacolo “Aspettando Giona” rappresentato in carcere

Quando la Parola, il teatro, la musica, entrano in carcere

BOLOGNA – il 23 settembre 2023 è stato rappresentato nel carcere di Bologna lo spettacolo “Aspettando Giona. Un profeta per la vita della città” che la sera precedente era andato in scena in palazzo d’Accursio.

L’isolamento’ del carcere della Dozza, è stato interrotto, dall’arrivo, al suo interno, di un evento che ha toccato il cuore, di coloro che hanno potuto prendervi parte, nella grande sala cinema dell’Istituto.

Grazie alla piena disponibilità della Direttrice del carcere, è stato possibile rappresentare l’opera teatrale “Aspettando Giona. Un profeta per la vita della città”, un racconto, in parole e musica di Ignazio De Francesco, con musiche originali eseguite dal vivo.

L’opera, promossa dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, narra di un inviato di Dio che si ribella a Dio, di un naufragio che diventa la salvezza della grande città.

Un ponte tra Ebraismo, Cristianesimo, Islam, con un efficace richiamo alle recenti Costituzioni di ben 18 paesi africani, capaci di donare suggerimenti inediti, per vivere, in pienezza, l’appartenenza ad un’unica umanità.

Sullo sfondo un intreccio generazionale, rappresentato dal confronto/scontro tra un padre e una figlia, volontari dell’accoglienza, sulla spiaggia del mare.

La storia di Giona, così vicina alle migliaia di persone che, spinte dalla fame, dalla guerra, dal clima, a lasciare la loro terra, attraversano deserti e mari infidi, é stata resa con incredibile passione ed arte, non solo dai dialoghi, ma anche dalla musica dal vivo che ha coinvolto tutti, fino a fare affermare, ad un detenuto, intervenuto nel successivo dibattito, di essersi sentito, fisicamente, in mezzo ai flutti del mare.

Nel dibattito che è seguito, dopo gli interventi del professor Gustavo Gozzi, di don Giuliano Savina e di Hamdan Elzequiri, sono emersi, da parte dei detenuti che sono intervenuti, le reazioni di un ascolto attento e coinvolgente.

L’analogia della storia di Giona nella balena, con la condizione di ristretti nel carcere, la possibilità di ricominciare, riscattandosi dalle trasgressioni, la speranza in un futuro migliore, non solo a livello personale, ma per tutte le genti.

Si, ancora una volta, fortunatamente, una Chiesa in uscita, capace di portare, non solo il saluto, da parte di monsignor Ottani, dell’amatissimo, anche in carcere, cardinal Zuppi, ma anche la poesia, l’arte, la musica, parole di speranza, intrecci di esperienze sapienziali, brevi, ma intensi saluti dei volontari presenti e tante speranze per un cammino, capace di restituire all’uomo, la propria dignità.

Marialuisa Cavallari

 

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