BOLOGNA – Mercoledì 10 giugno a Bologna, dalle 9.15, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio ci sarà il convegno “Incontrarsi sul grande confine”, terzo e ultimo appuntamento del percorso “Culture e religioni in dialogo per la vita della città 2026” organizzato dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso che ha coinvolto scuole, istituzioni, associazioni e il mondo del carcere.
Il programma del convegno 10 giugno 2026
Nel primo incontro con i diplomatici accreditati presso la Santa Sede (16/5/25), papa Leone ha sottolineato la grande importanza del dialogo interreligioso, tra gli antidoti all’odierno “stato di conflitto” a livello globale. Tra le molte piste percorribili in questa direzione, quella del dialogo intorno alla dimensione rituale è forse la meno battuta, pur rappresentando una straordinaria risorsa d’incontro. In questo ambito, i riti di passaggio dalla vita alla morte meritano particolare attenzione, rappresentando un’area di oggettiva resilienza della ritualità in tempo di secolarizzazione. Se ne ha indizio leggendo il rapporto Gli italiani e la domanda di servizi funebri dell’Istituto Cattaneo: «In un paese in cui solo un italiano su cinque va a messa, la quasi totalità delle cerimonie continua a essere religiosa».
È su questo sfondo che si colloca il seminario organizzato in collaborazione tra Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della Diocesi di Bologna, Comune e Università. Appuntamento mercoledì 10 giugno, h. 9,30, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. Tredici le relazioni in programma, più due momenti di spettacolo, a fine mattina e fine pomeriggio, e l’intervento conclusivo del vescovo Zuppi, intervistato da Monica Mondo. Nella presentazione dell’evento, curato in particolare da don Andres Bergamini e Rita Monticelli, si legge: «Incontrarsi sul grande confine nasce dall’esigenza di interrogare uno dei luoghi più universali e insieme più culturalmente differenziati dell’esperienza umana: la soglia del passaggio tra vita e morte. Non una linea di separazione, ma uno spazio di relazione. Non un limite, ma un attraversamento. In un tempo segnato da conflitti, migrazioni e profonde trasformazioni, questo confine diventa anche uno spazio politico e simbolico, in cui si ridefiniscono i diritti, le appartenenze e le possibilità di riconoscimento reciproco».
Sociologi e antropologi si occupano in modo crescente di questo campo di ricerca: Clifford Geertz ha sottolineato lo straordinario paradosso operato dai rituali funebri, che «mantengono la continuità della vita umana, impedendo ai sopravvissuti di cedere all’impulso di fuggire, in preda al panico, dalla scena del defunto, o all’impulso contrario di seguire il defunto nella tomba». Se la diversità nei rituali legati alla morte è cosa ampiamente riconosciuta tra gli studiosi di costumi socioculturali, Bronislaw Malinowski nota però che «i procedimenti funebri mostrano una sorprendente somiglianza in tutto il mondo». Anche Robert Hertz, un altro grande padre dell’antropologia, ha sottolineato l’unità profonda nella varietà, poiché «il corpo del defunto non è mai considerato come la carcassa di un animale». Similmente Thomas Laqueur, a proposito del bisogno fontale di dare un senso alla morte: malgrado si contino centinaia di gruppi etnolinguistici distinti, non è ancora stata ancora trovata una società che non presti alcuna attenzione alla morte di un proprio membro. Il Grande Confine ci insegna dunque a essere più umani, compassionevoli, solidali.
Fratel Ignazio De Francesco (Piccola Famiglia dell’Annunziata)
Programma
09:15 | Apertura e Saluti Istituzionali
Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute, Regione Emilia-Romagna; Matteo Lepore, Sindaco di Bologna; Andres Bergamini, Arcidiocesi di Bologna; Pierluigi Stefanini, Presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
9:45 | Introduzione – Abitare la soglia: la soglia come spazio relazionale, pluralità religiosa, dimensione spirituale e culturale
- Alberto Melloni, Cattedra Unesco su pluralismo religioso e pace, Direttore Fondazione Scienze Religiose Giovanni XXIII: “Dopo che ciascuno ha dato il peggio di sé: indicazioni della storia religiosa per una futura discussione sul vivere la morte in una società plurale”
10:30 | Panel I Attraversare il confine: visioni religiose e interculturali del passaggio
- Antonello De Oto, Docente di Diritto delle religioni, Università di Bologna, Avvocato: “Identità e morte: i simboli, gli spazi e le norme nell’elaborazione confessionale”
- Ignazio De Francesco, PFA, Docente di Islamologia, Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana: “Il Grande Confine come esperienza di viaggio e pellegrinaggio: incontro tra confucianesimo, islam e cristianesimo”
- Piero Stefani, Docente, Facoltà di Teologia, Università Svizzera Italiana, Lugano: “La copertura del volto e la lacerazione del vestito: la ritualità del morire nell’ebraismo”
- Dino Cocchianella, Studioso ed esperto in pluralismo religioso e dialogo interreligioso: “La lex credendi nelle letture e nelle orazioni funebri delle tre religioni monoteiste”
- Paolo Roberti di Sarsina, Psichiatra, Presidente di Jamtse Ling, Centro per il Buddhismo Non Settario, Bologna: “Notazioni sul Tukdam, lo stato meditativo post mortem del Buddhismo Tibetano. Attualità delle ricerche”
Chair – Andres Bergamini, Direttore Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, Chiesa di Bologna; Rita Monticelli, Docente Università di Bologna e Consigliera delegata del Sindaco per i diritti umani, dialogo interreligioso e interculturale
12:30 | Lettura da Giobbe. Il duello: con Giobbe sul grande confine
- Con Alessandro Berti (attore e regista)
13:00 – 14:00 pausa pranzo
14:15 | Saluti Istituzionali
Giovanni Molari, Magnifico Rettore, Alma Mater Studiorum Università di Bologna;
Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura, Comune di Bologna
14:30 | Panel II Imparare a vivere sul confine: Estetica del limite
- Paola Scrolavezza, Docente di Cultura e Letteratura Giapponese e Direttrice del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne (LILEC), Università di Bologna: “La soglia e il gesto. Etica ed estetica del lutto in Giappone”
- Maurizio Ascari, Docente di Letteratura inglese, Università di Bologna: “Nella mia fine è il mio principio: la morte come soglia tra circolarità del desiderio e consapevolezza del dono”
- Lucia Gunella, Traduttrice, Università di Bologna: “Il termine fisso oltre la distopia”
Chair – Rita Monticelli, Docente di Studi di genere e Storia della cultura, Università di Bologna e Consigliera delegata del Sindaco per Diritti Umani, Dialogo interreligioso e interculturale, Comune di Bologna
15:30 | Panel III Etiche del limite, accompagnare il passaggio: cura, scelta, vulnerabilità
- Danila Valenti, Direttrice Dipartimento interaziendale dell’integrazione e UOC Cure Palliative, Presidente del Comitato per le questioni etiche, SICP: “L’etica della cura quando volge la sera”
- Cristina Vargas, Antropologa e psicoterapeuta, esperta di tematiche legate al fine vita, Direttrice scientifica Fondazione Fabretti di Torino: “L’interculturalità nelle scelte di fine vita” (in collegamento)
- Lucia Manzoli, Docente di Anatomia Umana e Responsabile Centro di riferimento nazionale per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti, Università di Bologna: “Il corpo donato è un Maestro silenzioso”
- Valeria Vaccari, Medico psicoterapeuta: “I vissuti di morte in psichiatria: dall’esclusione all’appartenenza”
Chair – Roberta Toschi, Consigliera delegata del Sindaco per la disabilità, Presidente della Commissione consiliare salute, welfare, politiche per le famiglie, la comunità e le fragilità, Comune di Bologna
17:15 | Riapertura al presente: Dialoghi sulla soglia
- Matteo Maria Zuppi, Cardinale e Arcivescovo metropolita di Bologna, Presidente Conferenza episcopale italiana, in dialogo con Monica Mondo, TV 2000.
18:00 | Con i vivi e con i morti, De Los Muertos – a cura di ZimmerFrei, con Anna de Manincor
(artista e filmmaker) e Massimo Carozzi (musicista e sound designer)
- Introduce Anna de Manincor
Comitato scientifico e organizzazione: Ignazio De Francesco, Rita Monticelli, Andres Bergamini, Dino Cocchianella, Roberta Toschi, Micaela Merli.

